SUOG / 3 – Politici social

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Una delle novità più significative del modo di fare giornalismo è sicuramente l’uso dei social media da parte della politica. In Italia, con il nuovo governo gialloverde, ne abbiamo giornalmente un esempio plastico: non passa giorno che Salvini o Di Maio non posino con un selfie da qualche parte per raccontare in presa diretta le rispettive iniziative politiche.

Il dato interessante è che, in questo modo, la mediazione giornalistica vera e propria tra utente della notizia e professionista che la racconta viene completamente saltata, in una sorta di diretta social tra il politico di turno ed il cittadino.

Il metodo funziona bene, talmente bene che dopo i 5 Stelle – ai quali va l’indubbio merito di averne capito per primi, almeno in Italia, l’efficacia – subito altri come il segretario della Lega e vicepremier Salvini lo hanno adottato, tanto da proporre in diretta virtuale ogni loro spostamento.

Prendiamo, ad esempio lo sgombero di qualche settimana fa delle villette abusive dei Casamonica avvenuto con grande clamore mediatico: ebbene la notizia è arrivata sui tg e sui quotidiani già “vecchia”, in quanto la diretta social dei politici presenti era stata già vista da milioni di utenti che avevano potuto apprezzare in tempo reale le loro dichiarazioni sulla vicenda.

Lo stesso Trump affida ai tweet, prima che ai giornali o alle tv, le sue dichiarazioni più importanti in modo da informare milioni di americani senza dover aspettare gli eventuali lanci delle agenzie d’informazione. E molti altri hanno intrapreso la stessa strada.

Questo comporta che il giornalista oggi può limitarsi a commentare e a dare un’opinione o un’interpretazione soggettiva della notizia, ma non ne è più il detentore e diffusore primario.

Il politico stesso si fa giornalista è informa i suoi follower di cosa sta facendo, dove lo sta facendo e perché ben prima dei lanci delle agenzie di stampa, con il risultato, non da poco, di essere il primo a informare del suo operato, senza intermediazioni.

Lo stile stringato della comunicazione social, poi, favorisce la sinteticità e l’efficacia del messaggio che si vuol dare e non a caso, nel loro utilizzo, prevale un contenuto breve e quasi sloganistico, ma di sicura efficacia comunicativa.

In conclusione, il cambiamento nel mondo dell’informazione è già in atto a grande velocità: per una volta il mondo della politica può dire di esserci arrivato per primo.

Giancarlo Ferrara

(Nella prossima puntata: “Verità relative: mass media e social”)

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